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ALLARME ALCOOL E DROGA

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GIOVENTU'  ALL' ALCOL


Sono sempre piu' giovani gli assidui alla bottiglia in Italia. Cominciano a bere a 11 anni per trovarsi alcolizzati a 16.
Stordirsi con birra, vino e liquori é la parola d'ordine per sentirsi liberi e per trovare un'identità.
Aumenta anche il numero di coloro che vengono ricoverati in ospedale per coma etilico.

Bere ovunque e in qualsiasi ora del giorno e della notte é diventata d'attualità per molti minori che scivolano nel pozzo scuro della dipendenza da alcol senza accorgersene. Bere non per gustare una birra o la nota di un vino, ma con il solo e unico obiettivo di stordirsi ,di ubriacarsi.

L'Italia ha il triste record che si inizia a bere  a 11 anni, contro la media europea di 13" Il resto è spiegato nell'ultima indagine Istat. Dal 1998 al 2007 il consumo di alcol fuori pasto tra i 14 e i 17 anni è passato dal 12,6 al 20,5 per cento: con le ragazze salite dal 9,7 al 17,9 e i maschi dal 15,2 al 22,7. Il che è l'opposto dello stereotipo nazionale: quello dell'adolescente con il goccio di vino a tavola, sotto lo sguardo complice di mamma e papà. Ma è in linea con il 19,9 per cento dei ragazzi che tra gli 11 e i 15 anni bevono alcol almeno una volta l'anno (54,7 nella fascia tra i 16 e i 17). E con il 7 per cento che tra i 14 e i 17 anni ammette di bere alcolici almeno una volta la settimana
Bere non é piu' visto, come  un atto trasgressivo, ma é diventato un conformarsi tra i giovani, che si danno all'alcol per farsi forti e per non sentirsi sfigati, si beve come fanno tutti...


Le notti italiane sono piene di minorenni ubriachi. Si comincia il pomeriggio con gli "happy hours" a base di cacktail o di mix alcolici in bottiglietta mascherati da simpatici succhi di frutta,( "happy hours, bevi il pomeriggio e paghi meno, questo é lo slogan) e si termina a notte fonda con alcolici di vario genere.
L'Istat specifica che le bevande più diffuse nella fascia 11-17 anni sono birra (18,6 per cento), aperitivi (15,2), vino (11,7), amari (6,2) e superalcolici (7,7). Un affare da milioni di euro che non conosce crisi.

I giovani non han timore di diventare alcolizzati, bevono solo il fine settimana, ma é questa la strada che porta verso la dipendenza.
L'Organizzazione mondiale per la sanità ricorda che al di sotto dei 16 anni l'organismo umano non è in grado di metabolizzare l'alcol. Un veleno capace di mandare in tilt il fegato e il sistema nervoso centrale. La capacità di smaltire questa sostanza, che ricorda l'Oms è tossica e potenzialmente cancerogena, si completa tra i 18 e i 20 anni. Per cui anche a quell'età non bisognerebbe bere più di un bicchiere al giorno
Il dialogo e la consapevolezza dei rischi che si corrono, é assolutamente vitale per far fronte a questo problema.



BABY COCAINOMANI


Purtroppo cresce in modo preoccupante anche il numero dei ragazzini quattordicenni che fanno uso di sostanze stupefacenti.

Giovanissimi che fino a ieri giocavano con la playstation, oggi utilizzano la "paghetta" settimanale, per comprarsi la dose di cocaina.
Con venti euro o anche quindici se sI é un buon cliente, si puo' comprare una dose, la cocaina facilita la vita é un eccitante che non sembra dare effetti collaterali e questi sono i fattori che inducono i giovanissimi a diventare cocainomani.
I genitori stentano ad accorgersi o rifiutano di credere la triste realtà vissuta dai figli, «Anche se sono stati chiamati dalla Prefettura - aggiunge il medico psichiatra Nadia Gennari - perché il loro ragazzino è stato fermato con lo stupefacente in tasca, la prima reazione è proprio quello di pensare che è stato vittima di uno scherzo e che comunque non è lui quello che buca le bottiglie di acqua minerale vuote per fumarci il crack dentro o fa fuori l’ammoniaca dal mobiletto del balcone perché serve a diluire la droga. Loro non ci credono». Poi però, quando si accorgono che loro figlio è cambiato - spiegano ancora gli esperti del centro di via Farinelli 40/1 - si addormenta a fatica, la mattina non si alzerebbe mai e soprattutto si irrita per un nonnulla allora capiscono che forse è successo qualcosa».
Non é facile riconoscere un baby cocainomane«E’ ormai una droga trasversale che va oltre gli ambienti agiati - racconta ancora il primario Paola Burroni , primario del Sert all’Asl 1 di Torino - e poi la si può trovare in discoteca come fuori dalle scuole o ai giardinetti. Il problema è che erroneamente viene considerata meno pericolosa dell’eroina. E invece di cocaina si muore ed è bene che i genitori si mettano in allarme subito». Aggiunge: «Il fatto poi che sia una sostanza usata per divertirsi, ma anche per lavorare, la rende molto vendibile. L’uso, poi, ne permette un’assunzione graduale che rassicura anche i più timorosi».
La cura è sia farmacologica sia psicologica, vale a dire che il ragazzo-bambino viene prima agganciato da un operatore di strada, poi viene, insieme con i genitori, convinto a frequentare il centro di Onda 1: «Noi siamo molto vicini ai giovani e cerchiamo di avvicinarli anche con una pagina su MySpace - racconta lo psicologo Filippo Bellavia - e poi distribuiamo i nostri volantini all’uscita delle discoteche. L’unico modo per aiutare quei genitori che non sono in grado di fare da contenitori ai bisogni dei loro figli, è questo: parlare lo stesso linguaggio di questi ragazzi, convincerli che siamo dalla loro parte».


NUOVE DROGHE NON RICONOSCIUTE.

La nuova tendenza frequente ormai anche nei meno giovani é quella di fare ricorso a droghe non riconosciute come tali, ma altrettanto dannose.
Si trovano sotto forma di pastiglie, erbe, o incensi, acquistabili in appositi negozi (in Italia ce ne sono circa un cenitnaio) o addirittura on line.  Si sta parlando delle cosidette "smart drugs" ovvero le droghe furbe o "spice" che sono miscele composte da quest'ultime, non vietate dalle leggi vigenti, ma con proprietà psicoattive.
Molte di queste sostanze vengono usate dai giovani come "cocktail energetici" perché promettono  risultati brillanti negli studi e prestazioni da primato nello sport. I consumatori piu' adulti sono attratti dalle sostanze tipo "viagra" naturale. Bisogna tenere presente, che questi prodotti non sono pozioni magiche, sono e rimangono droghe che possono gravemente nuocere alla salute.
 
Non molti sanno che l'amanita muscaria, il bel fungo rosso puntinato di bianco, conosciuto come velenoso, viene venduto e consumato perché dà allucinazioni e un piacevole stato di ebrezza. E' ben noto pero' il pericolo di avvelenamento!
Non molti conoscono le proprietà dimagranti dell'arancia amara "Citrus Aurantium",  ma é meglio stare alla larga da questa sostanza perché ha avversi e gravi effetti cardiovascolari (fibrillazione, tachicardia, collasso...arresto cardiaco).
e chi direbbe che un'erbaccia come la "lactuca virosa", dà effetti simili all'oppio, ma puo' essere mortalmente tossica!!!!?
Attenzione anche alle miscele chiamate "spice", vendute e pubblicizzate come incensi, non destinati a consumo umano, ma che se fumati danno effetti simili alla cannabis.
Il consumo delle Spice allarma la comunità scientifica perché poco si conoscono i contenuti e i principi farmacologicamente attivi di tali miscele e non sono testati clinicamente su esseri umani.

Per ulteriori e approfondite informazioni consultare:

http://www.iss.it/binary/drog/cont/SD_COMPLETO_ridotto.pdf
 

 

 

 

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Commento di ilaria, 17.01.2011 15:46:16:



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